Vuelta 2018 19°tappa Lleida – Andorra: il pronostico e dove vederla, venerdì 14 settembre 2018 ore 13.30

Restano in due a sette dal traguardo Bystrøm e Wallays e proseguono con un’ottima lena e iniziano gli ultimi 5 km con 35″ dalla loro parte: è di gran lunga il norvegese il più generoso della coppia. L’opera di ricongiungimento non è per nulla agevole e a 2500 metri dalla conclusione, una volta entrati a Lleida, il divario è ancora di 22″. Bora, Quick Step e Trek ci provano ma non è per nulla semplice: sotto l’arco dell’ultimo km il gap è di 15″ ma proprio qui Wallays smette di dare cambi, restando fisso a ruota.

Nel lungo rettilineo finale con un falsopiano nella fase iniziale, nel gruppo, si muove la coppia della Bora Hansgrohe: Lukas Pöstlberger scorta fuori Peter Sagan, che si lancia ai meno 450 metri provando una clamorosa rimonta. Clamorosa perché i due davanti sono ancora belli e tranquilli, con decine di metri dalla loro: a far partire la volata è Wallays che accelera dai meno 300 metri. Bystrøm pare poterlo superare ma così non è.

Prevale Wallays, nei 10 Viviani e Nizzolo

Vince, con enorme sorpresa, Jelle Wallays, al suo settimo centro in carriera. Una bella soddisfazione per la Lotto Soudal, sempre protagonista con attacchi ma sinora senza affermazioni alla Vuelta 2018. Secondo un Sven Erik Bystrøm troppo generoso, giunto a tanto così dalla prima affermazione tra i professionisti. A Peter Sagan (Bora Hansgrohe), terzo, sono mancati una sessantina di metri per poter operare il sorpasso.

Tutto immutato in classifica con Simon Yates (Mitchelton-Scott) in maglia rossa. Il primo inseguitore è Alejandro Valverde (Movistar Team) a 25″, quindi nell’ordine Enric Mas (Quick Step Floors) a 1’22”, Miguel Ángel López (Astana Pro Team) a 1’36”, Steven Kruijswijk (Team LottoNL-Jumbo) a 1’48” e Nairo Quintana (Movistar Team) a 2’11”.

Tappa trasmessa da EUROSPORT

 

Prima tappa del decisivo dittico pirenaico, quest’anno ambientato totalmente in Andorra. Sicuramente non presenta il disegno estremo che ci si potrebbe aspettare da una penultima tappa di montagna, consistendo in un avvicinamento pianeggiante di 140 chilometri all’unica difficoltà di giornata. La scalata a Naturlandia altro non è che il Coll de la Rabassa, salita già affrontata varie volte dalla Vuelta: nelle ultime due occasioni, 2015 e 2017, rispettivamente Fabio Aru ottenne il simbolo del primato e Vincenzo Nibali il successo di tappa, al quale viene aggiunta una appendice di quattro facili chilometri per arrivare ai 2025 metri del parco, punto più alto della Vuelta 2018. La salita è divisa nettamente in due: i primi 7 km sono molto impegnativi con frequenti segmenti al 9-10% mentre i restanti 10 sono più pedalabili. I possibili scenari sono due: un attacco convinto sulla prima parte di salita con conseguente aumento dei distacchi nel settore “facile” o una gara più giudiziosa con piccoli distacchi fra i big, fatti prevalentemente nel chilometro finale che torna di nuovo un filo più duro.

CICLOWEB

Tappa complicata da decifrare, Miguel Angel Lopez (COL) a nostro avviso, dovrebbe essere uno dei favoriti per la vittoria finale, o quanto meno un piazzamento nei primi tre, stesso discorso per Alejandro Valverde (ESP)Simon Yates (GBR) Infine le solite due sorprese, ma non troppo: uno è Nairo Quintana (COL) e David De La Cruz Melgarejo (ESP)

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