Vuelta 2018: 16°tappa Santillana del Mar -Torrelavega Cronometro: il pronostico e dove vederla, partenza ore 14.00 martedì 11 settembre 2018

Il tanto atteso trittico con la cordigliera cantabro-asturiana ha lasciato in dote tanti dubbi e pochissime conferme. Una cosa sicura è che non c’è, al momento, un corridore superiore alla concorrenza, in un livello medio che per ora non sembra affatto sfavillante. C’è da sperare che, dopo il riposo, la situazione migliori.

Yates si esibisce in tanti scattini inutili, Quintana non dà cambi manco per sbaglio
Il primo tra quelli di alta classifica a muoversi è chi la maglia rossa la indossa da ieri pomeriggio, vale a dire Simon Yates: il britannico accelera ai meno 6.1 km ma, constatato il poco guadagno accumulato sul drappello tirato da Valverde (dal quale Urán si stacca irrimediabilmente), decide di rallentare per farsi riprendere mezzo km più tardi. Il capitano della Michelton-Scott riparte ai meno 5.2 km, ma non fa differenze, così come un tentativo del giovane ma già validissimo Enric Mas portato ai meno 4.9 km.

500 metri dopo il “figlioccio” di Alberto Contador scatta nuovamente e stavolta la sua mossa ha maggiori conseguenze: Yates, López e Quintana rientrano in quest’ordine mentre Kruijswijk e Valverde non ce la fanno più venendo distanziati. Mentre Pinot prosegue la sua cavalcata mantenendo un margine attorno ai 20″, il quartetto inseguitore inizia una tiritera di inutili scattini: Yates ci prova tre volte fra i meno 3.6 e i meno 2.8, con López e Quintana che si guardano bene da dare cambi o da proseguire l’azione, mentre Mas rimane con loro senza eccessivi patemi.

López attacca, Pinot vince con pieno merito
La diretta conseguenza di tale atteggiamento è che sia Valverde che Kruijswijk rientrano ai meno 2.3 km mentre il margine di Pinot tocca i 30″. Fra i tre rivali per la generale i più censurabili sono Quintana e Yates, con una condotta di gara eccessivamente speculativa per potersi meritare un grande giro: più volitivo è López che, ai meno 2.2 km, attacca riuscendo stavolta a guadagnare terreno grazie alla marcatura asfissiante fra gli altri due, con l’albionico che prende a male parole il latinoamericano.

In un battibaleno il capitano dell’Astana guadagna tanto che, sotto l’arco dell’ultimo km, Pinot transita con 20″ su di lui mentre i cinque inseguitori sono a 33″. Chi può già festeggiare è Thibaut Pinot, il quale spinge fino all’ultimo metro prima di alzare le braccia al cielo: è lui il re 2018 a Lagos de Covadonga. Per il capitano della Groupama-FDJ è la meritata soddisfazione dopo lo sfortunatissimo finale di Giro d’Italia che lo ha visto uscire di classifica nell’ultima tappa di salita.

Yates in rosso, martedì si riparte con la cronometro
In classifica, ancora una volta, poche variazioni: Simon Yates guida con 26″ su Alejandro Valverde, 33″ su Nairo Quintana, 43″ su Miguel Ángel López, 1’29” su Steven Kruijswijk, 1’55” su Enric Mas, 2’10” su Thibaut Pinot, 2’27” su Rigoberto Urán, 3’03” su Ion Izagirre e 3’15” su Emanuel Buchmann. Gianluca Brambilla diventa il miglior italiano, tredicesimo a 7’44”, mentre Fabio Aru è quattordicesimo a 8’19”.

CICLOWEB

Come da recente tradizione, bisogna attendere la terza settimana per la cronometro lunga.
Non molto lunga, a dire il vero: con i suoi 32 km è una delle prove più brevi della storia recente della Vuelta che, seguendo la tendenza di tutti i GT, ha dimezzato il numero di chilometri a cronometro nell’ultimo decennio. La motivazione della scelta è probabilmente da cercarsi, oltre che nell’inserimento del prologo individuale, nel tracciato complessivo della corsa, più “leggera” del solito quest’anno. A ciò si aggiunga che la prova presenta almeno 4-5 strappetti nel percorso, tra tutti quello che apre la prova (1,5 km al 5%) e la scalata all’Alto de Golbardo a metà prova: i suoi 3 chilometri al 5% sono tutt’altro che difficili ma, unitamente alle spesso sinuose strade cantabriche, probabilmente scombussoleranno un po’il lavoro agli specialisti da rapportone.

I nostri favoriti, vincente e piazzato? Salvo cataclismi o roba simile Rohan Dennis (AUS) dovrebbe vincere per dispersione, poi, ma molto poi, Victor Campenaerts (BEL) e Jonathan Castroviejo (ESP). Le due sorprese? Una è il fatto che Dennis non vinca e l’altra Michal Kwiatkowski (POL)

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