Antepost: NBA Eastern Conference. Boston e Raptors i favoriti ma occhio ai 76ers.

Nella notte tra il 16 ed il 17 ottobre, inizierà il 73esimo campionato di Nba. Un’estate rivoluzionaria dopo la free agency ed il precampionato. Naturalmente, a dominare la scena è stato il trasferimento di LeBron James dai Cleveland Cavaliers ai Los Angeles Lakers. Un cambio di Conference: “The King” proverà a smantellare il dominio di Golden State direttamente dall’interno. Questo addio sconvolge i piani in Eastern Conference. Lo scorso anno, arrivò un 4-3 da parte dei Cavs sui Boston Celtics, ora pronti a prendere il posto della franchigia dell’Ohio in vetta ad Est. Ma le insidie non mancano, visto che Toronto e Philadelphia proveranno a rendere dura la vita ai finalisti di Conference.

Boston Celtics, adesso o mai più

Dopo 8 anni di dominio da parte di LeBron, prima con Miami e poi con Cleveland, i Celtics sono pronti a riprendersi lo scettro. L’ultimo successo risale proprio al pre-James: 2010. E se il sorpasso sembrava già possibile con il Re in campo, adesso sembra praticamente certificato, anche guardando alle quote che danno Boston vincente a 1.85. Un vero e proprio dominio, se si considera che la seconda, Toronto, insegue a 4.50. Dal re-sign della free agency sono stati confermati Aron Baynes e Marcus Smart, mentre dal Fenerbahce è arrivato Brad Wanamaker. L’obiettivo principale sarà il primo posto in regular season, per avere in ogni caso il vantaggio di eventuale Gara 7 in casa contro qualsiasi avversario, obiettivo sfumato lo scorso anno proprio per via di un’ottima campagna dei Toronto Raptors.

Toronto Raptors, basterà un “infermiere” in più?

Negli occhi dei tifosi canadesi ci sono ancora i due pesantissimi ko per 4-0 nei Playoff contro Cleveland. L’ottima regular season. L’ottimo 59-23 ed il primo posto lasciavano ben sperare, ma l’ennesimo ko contro la franchigia dell’Ohio ha scatenato un ribaltone: via Dwane Casey, dentro Nick Nurse. L’altra rivoluzione è arrivata con l’addio di DeMar DeRozan, scambiato per Kawhi Leonard e Danny Green dei Sant’Antonio Spurs. Pur restando VanVleet e Lorenzo Brown, è arrivata una vera rivoluzione: dentro Boucher, Loyd, Monroe, Felder, Adel, Collinsworth e Moreland. Tanti nuovi da dover inserire: potrebbe non essere questo il primo anno vincente dei Raptors. E, non a caso, la quota è di 4.50 per la vittoria ad Est di Toronto.

Philadelphia 76ers: Embiid ancora trascinatore?

Al terzo posto lo scorso anno, e al terzo posto nella graduatoria secondo le quote NBA (vittoria a 4.75), i Sixers sono una delle squadre in grado di insidiare i Boston Celtics per la vittoria ad Est. La prima novità riguarda anche l’Italia: l’addio di Marco Belinelli. L’azzurro, ora agli Spurs, saluta dopo un 2018 non esaltante (13,6 punti di media), ma ci sarà comunque un po’ di azzurro a Philadelphia: dall’Auxilium Torino è arrivato Norvel Pelle, ex Varese. Chi è rimasto ed è pronto a riconfermarsi leader è Joel Embiid, camerunense lo scorso anno tra i migliori della Eastern Conference, essendo andato oltre i 30 punti di media a partita sia in regular season che nei Playoff. Potrebbe rivelarsi una splendida sorpresa in regular season, per i Playoff, però, conterà tanto il piazzamento dopo le 82 gare.

Milwaukee Bucks: Antetokounmpo pronto a confermarsi

Con 37 punti di media in regular season e 40 nei Playoff, lo scorso anno si è preso la scena dell’inizio di stagione: Giannis Antetokounmpo ha una pesante eredità: quella di provare a diventare il dominatore dell’Eastern Conference per diventare il primo nome di riferimento ad Est dopo l’addio di LeBron. Non sarà facile, per lui e per i suoi Bucks, dati a 17.00 per la vittoria finale. Da maggio, è cambiato anche il coach: ora è Mike Budenholzer. Come Toronto, però, anche Milwaukee si ritrova a dover inserire tanti nuovi: Ilyasova, Lopez, Duval, McCoy, Trice, Morris (da Torino), Connaughton, Barnett, Frazier e Chris Wood. Difficilmente vedremo i Bucks trionfare nei Playoff, ma è certamente una mina vagante in grado di ridurre la percentuale di vittorie di tutte le big.

Cleveland Cavaliers, senza LeBron è notte fonda

Ma la squadra che, a meno di clamorosi ribaltoni, potrebbe registrare il peggior calo da un anno all’altro è, manco a dirlo, Cleveland. Durante tutto il 2017/2018, la sensazione era che i Cavs, senza LeBron James, fossero a malapena una squadra da Playoff. Ora, in Ohio sono chiamati a ribaltare questo preconcetto, ma non sarà per nulla facile. Poca roba, ormai, un roster composto ancora da Love, chiamato a diventare insieme a Larry Nance il nuovo che avanza dei Cavs dopo LeBron, confermato il “disastro” J.R. Smith dopo i Playoff. A poco servono gli arrivi in Free Agency di Channing Frye e David Nwaba: anche salvare il salvabile sembra difficile. E, non a caso, la quota è astronomica: 51.00, più di Indiana, Washington, New York e persino Detroit. Un disastro.

Le altre: dopo Indiana e Washington, il vuoto

Fermo restando che Boston è strafavorita, la lotta per la vittoria ad Est, stando alle quote, sembra ridotta a tre, massimo quattro squadre. Ma ai Playoff vanno in 8, ed ecco quindi le squadre che possono rivelarsi possibili sorprese dal quarto/quinto posto in giù, considerando però la vittoria ad Est pura utopia per tutte. Si parte dal 26.00 al quale è fissata la vittoria sia di Indiana che di Washington. Pacers e Wizards, come i Bucks, non sembrano una seria candidata, semmai una difficile squadra da affrontare nei 48 minuti, più che in una serie dei Playoff. Dopo le due principali inseguitrici delle big, però, è buio pesto: la nobile decaduta Miami è data a 31.00, addirittura a 41.00 i Knicks. Detroit data a 46.00 e, detto del tracollo dei Cleveland, sorprende anche il 101.00 dei Bulls, stessa quota di Charlotte. Nel mezzo, il 71.00 dei Magic e l’81.00 a cui sono poste le vittorie sia di Atlanta Hawks che di Brooklyn Nets.

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